Gurdjieff ed il lavoro su di sé

Gurdjieff ed il lavoro su di sé

E’ stato ristampato da poco un prezioso libro di Luigi Maggi su Gurdjieff che fornisce un fondamentale completamento dei più famosi e diffusi scritti di Ouspensky, Walker, Tart ed Orage. Gurdjieff non ha lasciato successori e questi libri, preziose fonti di informazione sul “lavoro”, sono tutti sul piano mentale. Il libro di Maggi, come quello di Fritz Peters Alla scuola di Gurdjieff, sono sul piano dell’essenza, cioè del Sè. 

Ho incontrato precocemente e per quei “casi” che non sono tali, il complesso insegnamento di Gurdjieff, quando ero poco più di un ragazzo e, come Fritz Peters, ebbi una esperienza che modificò totalmente la mia vita. Andai al mare per qualche giorno per godermi un po’ di relax ed invece di stare bene come al solito, sentivo un dolore profondo ed inesplicabile che mi attanagliava. La mia fidanzata storica in quei giorni stava inaspettatamente, a centinaia di chilometri di distanza, passando attraverso una profonda crisi psicospirituale: aveva visioni interiori, sentiva voci e vedeva colori attorno alle persone e mi tradì con un amico.

Ci lasciammo in seguito a questo con sofferenza e dopo qualche tempo si mise con Luigi. 
Per quei casi inesplicabili che poi non sono tali, nello stesso periodo, quello che sarebbe stato il mio futuro suocero, si separò burrascosamente dalla moglie, lasciò la sua casa e, non sapendo dove andare, venne a vivere da me. Per sovrappiù nel mese successivo ebbi modo di conoscere, sempre “casualmente” e di innamorarmi di quella che era stata sino ad allora la compagna di Luigi. 

Questo singolare insieme di eventi rispecchiava quello che e’ l’inizio del lavoro su di sè: uno shock evolutivo che permetta di andare oltre i limiti del conosciuto ed inneschi il faticoso processo della riarmonizzazione dei centri energetici, simbolizzata dallo scambio di persone legate da relazioni affettive profonde ed importanti. Rileggemmo tutti Le affinità elettive di Goethe e ci rendemmo conto che qualcosa di importante stava accadendo nelle nostre vite, cominciò così la mia frequentazione molto intensa del gruppo HMI12, un insieme di persone che aveva scelto di aiutarsi nel compito della evoluzione della coscienza. 

Benché lo sforzo individuale sia un requisito irrinunciabile, da soli non possiamo andare oltre certi limiti, se non abbiamo un gruppo di persone impegnate nel dovere Partkdolg, cioè lo sviluppo personale ed il ricordo di sé. Un sangha di 4° livello, cioè una comunità di ricercatori, è necessario per poter condurre un lavoro valido su di sé, che non sconfini nel fanatismo, nella rigidità, nel misticismo negativo, nella illusione sulla illusione. Le scuole di 1°, 2° e 3° livello oramai non esistono più e nella maggioranza, quelle che si trovano, sono condotte da persone che hanno dimenticato se stesse e ripetono solamente le procedure che hanno ricevuto, senza la possibilità di fare le dovute eccezioni alla regola, necessarie per il cammino individuale, e senza essere pervenute ad un vero risveglio. Queste sono le scuole che si basano sullo sviluppo della consapevolezza del corpo fisico o prima  via del fachiro, sullo sviluppo del cuore o seconda via del monaco, della mente o via dello Yogi. La quarta via, o via dell’uomo astuto lavora sui tre centri principali – mentale, emotivo, motorio – contemporaneamente e si può seguire senza abbandonare la vita che si sta facendo, in quanto lo sviluppo della persona deve cominciare dall’ ambiente dove vive, incrementando un centro magnetico che porti a compiere il suo individuale cammino. Lo sforzo cosciente del ricordo di sé e della riarmonizzazione sono aiutati dalla partecipazione ad un gruppo di persone che si aiutano reciprocamente a rimanere svegli ed a seguire la strada.

Nei miei gruppi di integrazione posturale e bodywork transpersonale, da anni si persegue l’allenamento alla percezione e alla riarmonizzazione dei tre principali centri, come simbolizzati nel logo della Integrazione Posturale di Painter. 

Questa è la base sulla quale si costruisce il lavoro su di sé tipico della quarta via, caratterizzato da: sforzo cosciente, ricordo di sé, consapevolezza ed armonizzazione dei corpi, gruppo di sostegno reciproco generatore di energie. Dopo tanti anni il lavoro si sta continuamente evolvendo e  stiamo entrando in una nuova fase, nella quale ci aspettiamo di attrarre persone non solo dedite alla trasformazione personale, ma pronte a moltiplicare i risultati del lavoro attraverso la costituzione di una rete cosciente.

Gli idrogeni sono, secondo Gurdjieff, le sostanze/energie del Creato che servono da nutrimento della coscienza. L’accumulo ed il giusto impiego dell’idrogeno (H) MI 12 permette lo sviluppo della consapevolezza del cuore, inteso come centro emozionale superiore. Imparare ad usare i fuochi puri della simpatia, affetto, compassione e neutralità dà il carburante necessario per il funzionamento del Sé superiore, che una parte dell’umanità è chiamata a risvegliare in questi travagliati ed interessanti anni.

Articolo di Massimo Soldati. 
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